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Analisi

Il Milan torna motivato in un campionato senza senso

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Milan-Atalanta non è stata affatto una brutta partita, soprattutto per merito dei rossoneri, apparsi la bella copia rispetto alle oscenità di Monza e alla schizofrenia di Rennes. Leao ha ritrovato il gol in campionato dopo secoli, poi è arrivato l’ormai consueto rigore a sfavore (che Maignan come al solito si è ben guardato dall’intercettare), ma in generale il Milan ha dato prova di solidità e voglia di vincere, ha lottato, difeso e attaccato con rabbia, andando a sbattere contro Carnesecchi che era in serata di grazia. Pioli ha contenuto bene l’Atalanta che veniva da 5 vittorie di fila e questo è un punto a favore.

Rimpianti

Alla fine della partita, mentre gli atalantini si abbracciavano come se avessero vinto finalmente per loro qualche trofeo, i calciatori milanisti erano abbattuti, delusi da un risultato del quale erano tutt’altro che soddisfatti. E questo deve far ben sperare per il finale di stagione, non tanto in campionato dove la posizione alla 38° giornata sarà la seconda o la terza, niente di più, niente di meno, quanto in Europa dove c’è una coppa da sollevare, ovvero ciò che conta nel calcio e ciò che emoziona la gente. Dopo le brutte prestazioni col Monza e col Rennes, il Milan doveva rispondere e ha risposto.

Ritorni

E Pioli può sorridere anche per aver ritrovato un Thiaw finalmente in palla, così come arruolabile è tornato Calabria, oltre ad un Leao straripante e a calciatori in grande evoluzione come Theo Hernandez, Loftus-Cheek e Pulisic, oltre al solito puntuale Gabbia che avrà meno qualità di altri ma di errori ne fa pochi. E poi è tornato a Milano colui che improvvisamente è diventato l’uomo dei sogni di tutto il mondo, ovvero Charles De Ketelaere; ebbene, San Siro non è l’Atleti Azzurri d’Italia, il Milan non è il Frosinone o il Sassuolo e il belga è tornato il pulcino di un anno fa, sostituito al 45′. Amen.

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