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Analisi

Chukwueze come De Ketelaere? Gli errori da non ripetere

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Che l’inizio di stagione non sia stato entusiasmante per Samuel Chukwueze è sotto gli occhi di tutti, del calciatore per primo, di Pioli, dei tifosi e dei compagni, al punto che, ad esempio, uno di loro (Adli) sui social ha spronato il nigeriano a non mollare perché il suo momento arriverà presto. Chukwueze, ad oggi, non ha sfornato né gol e né assist, al momento è travolto dall’avvio sprint di Pulisic, dall’esperienza e dall’esplosività dello statunitense, ma anche quando scende in campo appare frenetico, come se sentisse il peso dei soldi spesi per lui e delle aspettative per ora non corrisposte.

Déjà-vu

Vi ricorda qualcosa? Un nome ed un cognome, Charles De Ketelaere. Anche il belga, come Chukwueze, un anno fa faticava ad imporsi, era frenetico, voleva spaccare il mondo, correva piegato in avanti neanche avesse avuto uno zaino sulle spalle. Il risultato lo conoscete tutti: De Ketelaere è finito fuori dal progetto tecnico di Pioli, chiudendo la scorsa annata senza gol e con una faccia da bambino sperduto ad ogni ingresso in campo, fino alla partenza in estate con direzione Bergamo dove, finalmente, sta mostrando le sue qualità pur senza fare la differenza, almeno per ora.

Attesa

E così, per non perdere per strada anche il talento di Chukwueze, il Milan deve sì centellinarne l’utilizzo senza affossarlo con un’inutile pressione che lo condizionerebbe ancora di più, ma deve continuare ad aver fiducia in un calciatore di ottime qualità podistiche, dribbling, capacità di affondare sulla fascia destra come fa Leao a sinistra. Il nigeriano ha bisogno di capire meglio il calcio italiano e le richieste tattiche di Pioli, nonché di un pizzico di fortuna, un cross sbilenco che venga deviato in rete da un compagno, un gol facile, una scintilla che lo aiuti ad entrare definitivamente nel Milan.

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