Pagelle
Milan: tre punti preziosi ma quanta sofferenza. Un rossonero si conferma il leader della squadra
I rossoneri giocano un’ora di gioco sontuosa, poi a San Siro si spegne la luce e l’Atalanta risale da 3-0 a 3-2 e nel finale Maignan stoppa Zappacosta. Tanto da riflettere per mister Amorim.
MAIGNAN – Vorrebbe baciare il palo sulla conclusione di Krstovic, però subito deve inchinarsi alla rete di Gaetano che riapre un match sulla carta chiusissimo. Subito dopo incassa l’inevitabile gol del montenegrino, ma riesce a evitare il 3-3 con una parata sensazionale. 7,5
GILA – Quando c’è Mario in campo si respira aria di serenità nell’area rossonera. Se poi inizia anche a timbrare il cartellino in quella avversaria, allora per gli avversari sono dolori. 7
DE WINTER – Risucchiato spesso fuori dal lavoro di Krstovic, viene richiamato da Amorim per evitare di lasciare crateri in area. Nel primo tempo gestisce la situazione con relativa serenità, poi nella ripresa il centravanti atalantino sale in cattedra e il belga va in sofferenza. Pesantemente. 5,5
PAVLOVIC – Governa la sua zona di competenza offrendo assistenza a De Winter nel controllo di Krstovic. Poi anche lui va nel panico nel convulso finale. 6,5
CHUKWUEZE – Si industria nel cercare spazio sulla fascia destra senza però trovare il varco giusto per scodellare un bel pallone in area. Nella ripresa i compagni provano a innescarlo, ma Samu sembra poco dentro la partita e infatti Amorim lo sostituisce a inizio ripresa. 6
MUSAH – Un paio di leggerezze pesanti, compresa quella che consente a Krstovic di presentarsi solo davanti a Maignan al 19’. Per fortuna del Milan, il montenegrino conclude fuori. Però è da un suo tiro semisballato che arriva il rigore per il Milan. A mio avviso continua a essere l’anello debole del Milan e lo dimostra in occasione del gol atalantino: è lui che si dimentica di seguire Gaetano, che punisce Maignan. 5,5
MODRIC – L’intervento in copertura difensiva dopo una leggerezza in disimpegno dei suoi compagni di squadra certifica un livello intellettivo di altra categoria rispetto al resto della banda. Incappa anche in un paio di giocate non da Pallone d’Oro e alla fine Amorim, quando si tratta di compattare la squadra, lo richiama in panchina. 6,5
MOREIRA – Pennella un cross morbido per Ramos, che però non trova l’impatto, ma quando parte lancia in resta è uno spettacolo. Non è decisivo come in altre circostanze, ma è sempre più imprescindibile per mister Amorim. 7
PULISIC – Sblocca la partita al 13’, ma il gol è annullato per un impercettibile tocco di Ramos che lascia Pulisic in offside. Combina in maniera apprezzabile con Moreira, con cui dimostra di aver iniziato a trovare un’intesa incoraggiante, però cala vistosamente nella ripresa e Amorim lo richiama in panchina. 6
RABIOT – Coriaceo nel duello con Kristiansen, a cui fa capire subito che oggi non sarà una passeggiata. È il francese a concludere a rete per primo al 9’, ma non inquadra la porta. Si conferma il leader indiscusso di questa squadra, chiama il pressing alto e guida la squadra nelle ripartenze. Incomprensibile però, per un giocatore della sua esperienza, rimediare un giallo (e rischiare anche il rosso) per una protesta tanto stupida quanto inutile. E così, mentre Amorim gli confeziona uno shampoo meritatissimo, Adrian decide di risolvere la questione a modo suo: prende palla, strappa sulla trequarti e poi la infila all’angolino di un esterrefatto Carnesecchi: 2-0 prima dell’intervallo e tutti rasserenati. In avvio di ripresa indossa anche i panni di uomo assist per Chukwueze, che non inquadra la porta. Replica subito dopo di testa e stavolta l’assist per Gila è vincente, dando origine al 3-0. 8,5
RAMOS – Nel primo quarto d’ora è “il migliore dell’Atalanta”, visto che mette in fuorigioco Pulisic in occasione del gol annullato ai rossoneri. Poi però è freddo dal dischetto e trasforma il penalty che porta avanti il Milan al 20’. Non altrettanto nel secondo tempo, quando si fa ipnotizzare da Carnesecchi nel suo secondo giro dal dischetto. Per un centravanti che tocca palla solo quando calcia un rigore, segnarne uno e sbagliarne un altro non è esattamente un bel bottino. 6
dal 53’ HUTCHINSON – Entra e trova subito una giocata spettacolare che incoccia il palo. Si incaponisce in giocate ardite che non vanno sempre a buon fine, specie nel finale, quando dovrebbe addormentare il match. 6
dal 68’ LOFTUS-CHEEK – Prova a mettere fisicità al servizio della squadra. Prova, appunto. 5,5
dal 75’ ESTUPINAN – Perché continua a trovare spazio nel Milan? L’inquietante interrogativo continua a non trovare risposta. s.v.
dal 75’ JASHARI – s.v.
dall’84’ TOMORI – s.v.
AMORIM – L’allenatore double-face, capace di mettere in campo il miglior Milan della stagione per un’ora e poi incapace di raddrizzare una barca che cominciava ad affondare, con cambi inadeguati e un atteggiamento troppo passivo. Le potenzialità questa squadra le ha, indubbiamente, ma l’allenatore dovrebbe prestare attenzione alle parole a fine partita di Rabiot. È l’unico modo per fare il definitivo salto di qualità. 6,5
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