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Analisi

Dopo Furlani torna Ibrahimovic: a lui il fallimento del Milan 2027

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E’ appena terminata la stagione 2025-26, ma al Milan già si riflette su come toppare quella 2026-27. Gerry Cardinale ha fatto secchi in sol colpo Furlani, Tare, Moncada ed Allegri, affidando la prossima annata fallimentare alle grinfie di Calvelli, che dovrà nominare il nuovo amministratore delegato dalla solita mediocre lista, e a quelle di Zlatan Ibrahimovic che sceglierà il direttore sportivo e l’allenatore. Inutile dire che, anche in questo caso, i nomi fanno rabbrividire, non sono tecnici di livello ma, come Fonseca e Conceicao, guadagnano il giusto per farsi dettare la linea dalla dirigenza ed accettare tutto pur di inserire il Milan nel proprio curriculum. E, ricordiamo, che grazie a Ibra sono arrivati proprio Fonseca, Kirowski per il Milan Futuro ed è stato cacciato dalla Primavera Ignazio Abate, autore di un capolavoro con la Juve Stabia in serie B.

Disastro

Ve lo diciamo a fine maggio 2027: fra un anno, quando i citrulli della Curva Sud si daranno nuovamente appuntamento per la solita contestazione di fine anno dopo aver tifato per il nulla in 70.000 ogni domenica, parleremo di un altro fallimento, di un altro anno zero e di un’altra rivoluzione. Si spera l’ultima, perché RedBird ha ancora poche cartucce da sparare, anche il player trading sta esaurendo la sabbia nella clessidra, il Milan venderà qualcuno certamente entro il 30 giugno (Pavlovic? Maignan? Rabiot? Leao?), ma senza Coppa Campioni per il secondo anno consecutivo e dopo un altro campionato sottotono diventa difficile sparare cifre grosse per calciatori reduci da annate grigie ed obiettivi falliti. Poi, Tonali docet, la mentalità vincente di Cardinale dice che tutti sono in vendita. Pecunia non olet…

Operazioni

Cosa accadrà, dunque, da qui all’estate? Ibrahimovic, non appena terminati i suoi impegni, a tempo perso si occuperà del Milan, dirà qualche fesseria delle sue, spaccerà un tecnico assurdo per il nuovo Sacchi, butterà del mangime avariato sotto forma di nuovi acquisti, tanto i piccioni che popolano San Siro abboccano a qualsiasi amo e correranno felici a staccare gli striscioni di contestazione e a sottoscrivere gli abbonamenti, Cardinale parlerà di obiettivi vincenti, la squadra verrà palesemente indebolita e, salvo cataclismi altrui, i rossoneri termineranno nuovamente in posizioni di classifica ignobili. A quel punto, forse, il progetto RedBird (chiediamo scusa per l’ossimoro) comincerà a sbandare sul serio e il Milan, ancora forse, si preparerà per rivedere un filo di luce. Ancora un anno di fango (e non solo), però, è garantito.

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