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Analisi

Siete pronti ad abboccare all’amo Galliani?

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Che i tifosi del Milan siano ormai in piena crisi d’identità, eccitati dal quarto posto, in barba al blasone del Milan, ridotti a contestare a targhe alterne le nefandezze di una proprietà inesistente e di una dirigenza inadeguata, salvo poi rimangiarsi tutto al primo successo della squadra al grido di “si tifa a prescindere“, è acclarato dai fatti, ma l’impressione è che al peggio non ci sia mai fine. Riescono, insomma, ancora a stupirci e la palla al balzo la cogliamo nel momento in cui si fanno insistenti le voci che vorrebbero il ritorno a Milanello di Adriano Galliani, reduce dalla fine della sua esperienza al Monza.

Sogni

Che sia come amministratore delegato, come consulente, come consigliere, come vice o presidente, poco importa, è bastato nominarlo e la tifoseria si è completamente ringalluzzita: “Riportiamo il milanismo, i giorni del condor, Galliani assicurerebbe competenza, convincerebbe Cardinale a spendere, avremmo peso politico“, ed un’altra serie di banalità, luoghi comuni e frasi strappalacrime che perfino Gabriele Muccino si sentirebbe in difetto. Via Furlani, dentro Galliani, risolti tutti i problemi del Milan? Non proprio, ma quasi; i tifosi sono pronti a cadere in trappola come un anno fa con Tare? Volete il ds? Eccolo qua, tanto decidiamo tutto noi ugualmente. Rivolete Galliani al posto di Furlani? Eccolo qua, tanto i diktat restano gli stessi di sempre.

Ricordi

Ma davvero vi basta così poco? Ma davvero siete ridotti così? Ma davvero pensate che un ritorno di Galliani migliorerebbe le sorti di un Milan ormai estinto? Al di là dell’età (80 anni suonati), l’ex amministratore delegato rossonero non andrebbe certo da Cardinale a fare Che Guevara, ad imporre scelte che il numero uno di RedBird non intende fare (cioè spendere soldi), non ha più né l’entusiasmo e né i contatti dei bei tempi. Ve lo ricordate l’ultimo Galliani al Milan? Le citofonate a casa Destro, gli affari fatti solo in prestito o con Preziosi (cioè come Furlani), il Milan non partecipa ad aste. Ve lo ricordate il Galliani di Monza del dopo Berlusconi, coi brianzoli passati dalla metà classifica in serie A alla retrocessione in B?

Ritorno al futuro

Non potete davvero pensare che il Milan per risorgere debba tornare indietro nel tempo. Siamo tutti nostalgici di quando eravamo più giovani e spensierati, di quando il Milan vinceva tutto, ma se facciamo l’equazione “rimettiamo gli uomini del vecchio Milan nel nuovo Milan“, il risultato non è detto che sia lo stesso. Ibrahimovic non fa più il calciatore e fa (male) il dirigente, Allegri ha 15 anni in più, Galliani è stanco e non c’è più Berlusconi ad illuminarlo, mettiamoci pure Thiago Silva che qualcuno rivorrebbe a curarsi l’osteoporosi con Modric, e la malinconia è totale. Al Milan se un ex servirebbe è qualcun altro che, per ovvi motivi, non tornerà fin quando il club non passerà di mano. A quel punto sì che si potrà riscrivere la storia di una società incapace di rinnovarsi, rilanciarsi e ricostruirsi. Tifosi compresi.

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