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Analisi

I milanisti che credono a Cardinale se lo meritano

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La risposta ai tanti che sostengono la teoria dell’inutilità delle contestazioni e delle manifestazioni di dissenso, l’hanno data in meno di una settimana Giorgio Furlani e Gerry Cardinale. Il primo, beccato a sghignazzare mentre il Milan si faceva umiliare dall’Atalanta, ha immediatamente ritrovato la parola dopo mesi di silenzio affrettandosi a smentire la ridarella e balbettando parole come tensione, emotività ed altro trovato rapidamente su Chat GPT. Il secondo ha riunito una specie di conferenza stampa in cui ne ha dette delle belle.

Parole

Eh sì, dopo 4 anni di nulla, il prode Gerry Cardinale ha fatto la voce grossa nell’intervista che ha fatto il giro del mondo, tirando in ballo il momentaccio (che dura da quando il fondo Elliott ha avuto la malaugurata idea di affidare il Milan a RedBird) dei rossoneri ed assicurando che lui vuole vincere, altro che quarto posto! Dice che il Milan ha lottato per lo scudetto fino alla sconfitta contro la Lazio (prego?), che non è vero che lui non investe nel calciomercato ma, anzi, che il club ha speso più di tutti in serie A (lui certamente no, dato che RedBird non fa aumenti di capitale).

Sogni

E poi ancora: “Vogliamo costruire una squadra che sia in grado di vincere costantemente“. Addirittura si è permesso si sbeffeggiare la sconfitta dell’Inter l’anno scorso col Psg nella finale di Coppa Campioni, un palcoscenico che i nerazzurri hanno frequentato 3 volte negli ultimi 20 anni contro l’unica ormai sbiadita partecipazione del Milan nel 2007. Insomma, le solite chiacchiere, il solito piatto scadente presentato con classe, i consueti monologhi senza contraddittori. Cari tifosi milanisti, state dimostrando costantemente di non essere aquile, ma almeno non cadete nel ridicolo: se vi fate infinocchiare da Cardinale, beh, ve lo meritate ancora per tanti e tanti anni.

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