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Analisi

Nessuna sorpresa a Roma: nel bene e nel male, il Milan di campionato è questo

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Commentare una partita come Roma-Milan di sabato pomeriggio è semplice per chi fa il cronista o segue il calcio da un po’: partita soporifera, giallorossi incerottati ma combattivi, rossoneri opachi e poco incisivi, tipica gara da 0-0, impazzita con due reti nei minuti di recupero. Qualche folata della Roma con un paio di occasioni sprecate, qualcuna del Milan, soprattutto con un Leao che si è acceso e spento ad intermittenza, dando sempre l’impressione di gestire a piacimento potenza ed ispirazione, come quando i piloti di Formula 1 gestiscono la ricarica del turbo, rifiatando in alcuni giri.

Andamento

Eppure, c’è poco da stupirsi: il Milan di questa stagione, almeno in serie A, è questo, alterno, a volte sciupone, altre in versione scialba, così come alcuni dei suoi calciatori, a cominciare da Theo Hernandez che nelle ultime uscite era stato impeccabile e che all’Olimpico ha giocato una delle sue peggiori partite dell’anno, perdendo palloni e duelli, e non mostrando neanche quel carattere e quella sfrontatezza che spesso lo ha portato a discutere animatamente con gli avversari come Gianluca Mancini che, al contrario, sabato lo ha maltrattato senza essere mai ripreso dal francese.

Futuro

Ormai è chiaro: il Milan ha una testa in Europa ed un’altra in campionato, forse neanche consciamente, forse è semplicemente quella forma mentis che portava, ad esempio, il Milan di Ancelotti a sbancare l’Old Trafford e pareggiare a Livorno in mezzo agli sbadigli, a travolgere il Bayern Monaco e perdere col Lecce già retrocesso, tutto nelle medesime stagioni. Eppure, il rischio continua ad essere sempre lo stesso: non arrivare al quarto posto in campionato e non vincere la Coppa dei Campioni condurrebbe il prossimo anno i rossoneri a giocare l’Europa di serie B. Un rischio sempre più grande.

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