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Silvestri, VAR, pali e Ibra: il Milan perde l’occasione della grande fuga

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DONNARUMMA – Ritrova la fascia di capitano vista l’assenza di Romagnoli e dopo appena 3 minuti dimostra di aver metabolizzato l’errore contro il Lille sfoderando un grande intervento su Kalinic. Sul corner seguente però, complice anche la traversa che accomoda il pallone a Barak, è costretto a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Gesto che è costretto a compiere di nuovo dopo pochi minuti dopo una deviazione infausta di Calabria su tiro di Zaccagni. 6 

CALABRIA – Fresco di convocazione in Nazionale è costretto ad affrontare quel furetto di Zaccagni che all’inizio lo fa letteralmente impazzire. La serata diventa definitivamente da incubo quando devia in maniera sfortunata il tiraccio del solito Zaccagni dal limite che si insacca alle spalle di Donnarumma. A inizio ripresa purtroppo la musica non cambia e l’attaccante veronese continua ad imperversare facendo drizzare i capelli al povero Calabria. Segna anche il gol del pareggio al 90’ che però l’arbitro Guida annulla per fallo di mano di Ibra. 5 

KJAER – Svetta di testa per la prima volta al 38’ ed infatti fino a quel momento ogni palla nell’area rossonera è dei giocatori veronesi. Poi lavoro di ordinaria amministrazione. 6 

GABBIA – Un problemino muscolare occorso a capitan Romagnoli all’ultimo momento consegna di nuovo la maglia da titolare al giovane Gabbia, tornato da poco in squadra dopo un confronto diretto, vinto, contro il Covid. Il duello con Kalinic non lo impensierisce più di tanto. 6 

HERNANDEZ – Non marca a dovere Ceccherini in occasione del gol veronese, primo grave errore. In più non spinge come è solito fare e, a conferma del complicato momento di forma vissuto dal franco-spagnolo, si divora ad un metro dalla porta il gol del possibile pareggio alla mezz’ora. Addirittura sconcertante l’occasione sbagliata al 63’, ancora una volta a tu per tu con Silvestri. L’unica giocata degna di questo nome arriva al 92’ quando innesca il turbo sulla sinistra e fa partire l’azione da cui nasce il gol del 2-2 di Ibra. Comunque poco, troppo poco. 4,5 

BENNACER – L’uomo migliore del Milan per distacco nelle ultime partite, contro il Verona invece inizia steccando clamorosamente. Nella ripresa rischia grosso sbracciando su Ilic e colpendolo al volto. Almeno due passi indietro rispetto al regista brillante ammirato di recente. 4,5

KESSIÈ – Inizia giocando di fioretto e i centrocampisti avversari ne approfittano. Al 28’, aiutato dalla deviazione di Magnani, si inserisce alla perfezione e spedisce in fondo al sacco il gol con cui il Milan accorcia le distanze. Nella ripresa è Franck che subisce il fallo da rigore che poi Ibra sparacchia alto. Alla fine l’ivoriano è uno di quelli che viene fuori meglio. 6,5

SAELEMAEKERS – Alcuni suoi controlli di palla fanno letteralmente dubitare della sua reale efficacia nell’arte pedatoria, però è dal suo destro che parte il cross da cui nasce il primo gol milanista. Sufficienza di stima solo per questo motivo. All’intervallo resta negli spogliatoi. 6

CALHANOGLU – Inizio energico e brillante del turco che cerca in tutti i modi di trovare il varco giusta nella munitissima difesa scaligera. Il problema del Milan è quello di non saper sfruttare al meglio i calci piazzati, come invece fanno gli avversari nei confronti dei rossoneri, e il grosso delle responsabilità ricade inevitabilmente sulle spalle del turco che è l’uomo di calci d’angolo e punizioni. A inizio ripresa riesce a segnare l’illusorio gol del pareggio rossonero, ma l’arbitro Guida annulla per fuorigioco millimetrico. Appannato, esce nel finale. 5

LEAO – La sua prima vera giocata arriva al 22’ ma è da applausi: una sgroppata di 50 metri e una conclusione dal limite che costringe Silvestri ad un grande intervento. Al 35’ con una sola finta di corpo manda Lovato a cogliere le margherite, subito dopo costringe al giallo Lovato che deve abbatterlo per non farlo arrivare in porta. Per distacco il migliore dei rossoneri nei primi 45 minuti. Nella ripresa perde un po’ di brio ed esce acciaccato al minuto 77. 6

IBRAHIMOVIC – Prima del calcio d’inizio riceve il premio come miglior giocatore della serie A del mese di ottobre. In campo però trova Magnani che, incredibile a dirsi, svetta sullo svedese in più di una circostanza. Zlatan si innervosisce e sbaglia decisamente più del solito. Pessima l’esecuzione del rigore del possibile pareggio al 65’ che lo svedese scaraventa al terzo anello. Colpisce anche una traversa su colpo di testa al 76’  e al 92’ trova parziale redenzione incornando ad altezze siderali e conquistando il pareggio per il Milan, ma l’obbrobrio dal dischetto, l’ennesimo, non può essere perdonato. 5,5 

REBIC – «Spazio ce n’è», è con questo messaggio che Pioli manda in campo Rebic a inizio ripresa. Il croato lo cerca quello spazio, dannandosi per trovare qualche spiraglio nella muraglia veronese, ma non riesce mai a far male. 5,5

BRAHIM DIAZ – Offre a Zlatan il pallone del pareggio al minuto 92’. 6

HAUGE – s.v. 

PIOLI – L’occasione che si presenta alla vigilia è ghottissima: vincere e staccare tutti alla vigilia della sosta per le nazionali. La partita si mette subito male con il gol subito dopo 5 minuti, il 6 su calcio da fermo sui 7 incassati finora in campionato. Un aspetto su cui mister Pioli dovrà sicuramente lavorare attentamente. La partita in realtà potrebbe anche essere vinta largamente, ma una serie inconcepibile di errori sotto porta e almeno 4 miracoli senza senso di Silvestri costringono i rossoneri al mezzo passo falso. Ps-Ibra sbaglia l’ennesimo rigore, ma il brutto voto in pagella se lo becca l’allenatore che non ha ancora avuto il coraggio di dire a Zlatan che il rigorista del Milan non può essere lui. 5

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