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Analisi

Milan: le due teste del mostro che si uccideranno a vicenda

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Tempi duri per i milanisti illusi, per quelli che fino a marzo credevano nello scudetto, per quelli che solo dopo 4 anni sono arrivati a capire che questa è la peggior proprietà nella storia del Milan, più di quella della serie B che, quantomeno, aveva la dignità di riconoscere i propri limiti. Per tutti gli altri, invece, oggi è uno spasso assistere al suicidio di Cardinale e Ibrahimovic che, rimasti soli al timone, stanno per far schiantare lo sgangherato vascello rossonero contro un enorme blocco di ghiaccio che decreterà la loro fine. E’ solo questione di tempo, neanche tantissimo (al massimo altre due stagioni), poi il Milan sarà liberato da questa gente e potrà ripartire con una vera società alle spalle.

Proposte

E’ un film comico quello attuale: neanche in due, infatti, riescono a mettersi d’accordo, proponendo entrambi due progetti bislacchi e dall’epilogo fallimentare: Cardinale suggerisce Rangnick come direttore tecnico, il quale, oltre a chiedere ovviamente pieni poteri decisionali, ha un piano pluriennale, basato sulla valorizzazione dei giovani, impossibile da attuare al Milan, primo perché dopo una stagione negativa c’è il licenziamento, secondo perché i calciatori forti (giovani o meno che siano) vengono venduti senza pietà in nome degli affari, dei bilanci e delle plusvalenze. Ibrahimovic, dal canto suo, avanza altri nomi: Planes (chi?) e Pochettino, ed è contrario a far diventare Rangnick plenipotenziario dell’area tecnica. Insomma, il one man show era Paolo Maldini.

Duello

Cosa accadrà, quindi? Una delle due linee vincerà, mentre l’altra ne uscirà sconfitta, generando gli ennesimi attriti e, ai primi insuccessi, le prime insurrezioni che potrebbero sfociare in un altro ribaltone tecnico ed un’annata da 2-3 allenatori, stile 2024-25. E in tutta questa commedia italo americana, qualcuno si stupisce che gente come Maignan e Rabiot voglia fuggire, che Modric ritenga più dignitoso appendere gli scarpini al chiodo che vedere macchiato il finale della carriera da questo manicomio, nonché esiste ancora qualcuno capace di mettere il campo al primo posto: come giocherà Glasner? Come giocherà Jaissle? Come giocherà Pochettino? Gli ultimi giapponesi milanisti devono arrendersi, il campo ad oggi è l’ultima delle preoccupazioni, tanto un fallimento vale l’altro, qualsiasi firma ci sia in calce.

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