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Milan da incubo: il Ferencvaros passeggia sui resti rossoneri

Una prestazione horror, errori a raffica e pochissime reazioni: il Milan crolla contro gli ungheresi e conferma tutti i suoi inquietanti limiti.

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TORRIANI – Nel primo tempo si trova per ben tre volte un avversario solo di fronte a lui. Per fortuna le conclusioni sono piuttosto docili e non impensieriscono il giovane portiere rossonero. A inizio ripresa però Lorenzo paga dazio, complice un reparto difensivo sconclusionato e approssimativo: l’errore che regala il gol agli ungheresi è gravissimo. E quello è l’inizio della fine. 4,5

TERRACCIANO – Il modo in cui viene saltato netto al 20’ potrebbe entrare di diritto nel compendio del pessimo difensore. Il pubblico lo becca e sottolinea con i fischi qualche sua giocata, però i piedi del ragazzo sono davvero quadrati e qualcuno dovrebbe interrogarsi sul perché sia rimasto a Milanello. 4

DE WINTER – Distratto, impreciso, arruffone, festeggia la nascita della figlia nel modo peggiore. Anche ammonito a inizio ripresa, sforna la frittatona di serata al 52’, quando di fatto contribuisce a portare in vantaggio gli ungheresi con un retropassaggio suicida che inguaia Torriani. 4

DIAWARA – Al centro sembra un altro: perde un paio di palloni in uscita, ma in sostanza trasmette una costante sensazione di insicurezza. Fuori all’intervallo. 4,5

BARTESAGHI – Insipido. 5

HUTCHINSON – Un primo tempo in versione ectoplasma. Offre segnali di risveglio a inizio ripresa, ma si divora un gol clamoroso al 54’. Almeno lui però ci prova. 5,5

JASHARI – Nell’inizio narcolettico del Milan, lo svizzero è l’unico che prova a movimentare il gioco con un paio di filtranti in profondità, che però non sortiscono effetti. Combina però un mezzo pastrocchio al 27’ e con un passaggio indietro manda in porta un avversario che per fortuna conclude tra le braccia di Torriani. Purtroppo non è l’unico orrore commesso dallo svizzero e, all’ennesima palla persa al 62’, è richiamato in panchina per far spazio a sua maestà Modric. E San Siro lo fischia. 4

MUSAH – Perde un pallone stupidissimo in mezzo al campo e il Milan rischia subito di andare sotto dopo 3 minuti. Prova a svegliarsi dal letargo dopo 40 minuti, estirpando il pallone dai piedi di un avversario, ma non basta per evitare la sostituzione. 4

RABIOT – Letteralmente irriconoscibile. Quello sceso in campo contro il Ferencvaros sembra il fratello scarso di Cavallo Pazzo Rabiot. 4

CISSE – Il primo tempo di Alpha, con un paio di palle perse e un atteggiamento francamente incomprensibile, fa indispettire Amorim che lo richiama spesso. Complice un giallo, resta negli spogliatoi all’intervallo. 4,5

RAMOS – In versione palo della luce. In chiusura di primo tempo, quasi per la disperazione, tenta un tiro in porta che finisce verso la bandierina. Nella ripresa, grazie anche all’ingresso di Moreira e Pulisic, Gonzalo sembra rinvigorito e al 54’ offre un bell’assist a Hutchinson che spreca tutto. Sembra, appunto, e infatti dopo nemmeno 10 minuti sparisce nuovamente dai radar. Salvate il soldato Ramos. 4

dal 46’ GILA – Entra per dare spessore e personalità al reparto, ma sembra anche lui contagiato dalla pochezza dei compagni. L’unica cosa positiva della sua partita è la gomitata in faccia subita, che è valsa il rosso a Dele. 4,5

dal 46’ PULISIC – Impalpabile. 5

dal 46’ MOREIRA – Energico e frizzante, sembra che la manovra rossonera non possa prescindere dal belga: ogni pallone finisce sui suoi piedi… ma dura poco. Tempo 10 minuti e anche lui piomba nel buio pesto. 5

dal 62’ MODRIC – Nemmeno lui riesce a risvegliare il cadavere Milan. 5,5

dal 67’ CAMARDA – Quanto meno ci prova e nel finale Rabiot gli strappa il pallone dai piedi, che poteva valere il suo primo gol in Europa. 5,5

AMORIM – Alla vigilia del match ha detto che il Milan può vincere o perdere con tutti, dipende dallo spirito, dall’attenzione e dalla determinazione con cui entra in campo. Dopo questa premessa, vedere la superficialità con cui Musah perde il pallone in mezzo al campo all’alba del match non deve averlo reso felice. È solo il primo segnale di una partita horror, l’ennesima. 4

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