Analisi
Milan: giusto sacrificare un top in estate?

Il calcio è cambiato, lo sappiamo, ed oggi di calciatori incedibili non ne esistono, basti pensare che neanche una squadra come il Paris Saint Germain riesce a trattenere Mbappé. Non parliamo poi dell’Italia, con le grandi che ogni estate fanno i conti della serva per far quadrare i bilanci e, spesso e volentieri, cedono al miglior offerente i pezzi più pregiati delle loro rose. Del resto, l’Inter ha venduto, il Napoli ha venduto (e venderà Osimhen in estate), la Juve ha venduto, le romane non ne parliamo, così come il Milan che, ad esempio, la scorsa estate ha ceduto Tonali al Newcastle per oltre 80 milioni.
Nomi
Sacrificio che ha consentito ai rossoneri di arrivare a quei 4-5 acquisti che hanno rinforzato l’organico. Sacrificio che potrebbe essere replicato anche il prossimo giugno, qualora arrivassero offerte irrinunciabili per uno dei tre top della rosa milanista, vale a dire Maignan, Theo Hernandez e Leao, tutti cedibili a fronte di proposte indecenti. Sui due francesi c’è il Bayern Monaco con cui il Milan potrebbe intavolare una trattativa incrociata che coinvolga anche Joshua Zirkzee che piace tanto al club milanese, mentre a Leao fa una corte spietata proprio il PSG che rimarrà orfano di Mbappé.
Strategia
Il punto è: val la pena sacrificare uno di loro per prendere 3, 4 o 5 nuovi elementi a potenziamento della rosa? Lo facemmo quando partì Tonali questo discorso, paragonando la Juve che sacrificò Zidane per acquistare Buffon, Thuram e Nedved, al Milan che svendette Thiago Silva e Ibrahimovic per non comprare nessuno. Ecco, se accettare un’offerta di oltre 100 milioni per Leao garantisse l’arrivo di Conte in panchina, di un top in difesa, un nuovo Kessie a centrocampo e due ottimi attaccanti, allora la strategia potrebbe essere vincente, altrimenti il gioco non varrebbe neanche un soffio di cera della candela.
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