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Riscatto Milan: dominio a Udine e terzo posto in classifica. Dominano tre rossoneri
Una grande prestazione degli uomini di Amorim, ancora una volta grazie a un ottimo inizio di partita segnato dal gol di Pulisic. Si sblocca anche Hutchinson, ma i due migliori in campo, oltre a Capitan America, sono Tomori e Bartesaghi.
MAIGNAN – Riceve i fischi copiosi dello stadio di Udine appena tocca palla, ma riesce a zittire tutti quando si distende sulla destra per deviare in angolo una conclusione pericolosa di Kamara. 6,5
TOMORI – Disciplinato come non sempre riesce a essere. È chiamato a governare la zona di un intraprendente Kamara, ma non lesina spedizioni offensive come quella al 25’, quando prova a sfruttare un assist di Pulisic ma sfiora soltanto il raddoppio. Nel finale di primo tempo scodella anche un assist prezioso nel cuore dell’area, non sfruttato da Pulisic e Bartesaghi. Sul luogo del delitto anche in occasione del raddoppio milanista, confeziona una gran partita. 7
DE WINTER – Deputato, in coppia col sodale Pavlovic, al controllo di Davis. Lo fa senza eccessivi patemi. 6,5
PAVLOVIC – Ci mette la testa o il piede ogni volta che c’è bisogno, attento anche alla zona di campo alla sua sinistra, presidiata da Diawara. 6,5
DIAWARA – Il classe 2006 è la sorpresa di giornata e, malgrado la comprensibile emozione, entra in campo con lo spirito giusto. Si concede anche qualche piccolo errore, neutralizzato dai suoi compagni di squadra. 6
HUTCHINSON – Sa di dover sfruttare quest’occasione: poter giocare qualche partita da titolare, vista l’ecatombe di esterni a Milanello. Al 20’ ha una buona occasione per far filtrare un assist ai suoi compagni smarcati, ma dosa male il passaggio e l’occasione sfuma. Subito dopo è Pulisic che prova a mandarlo in porta, ma l’inglese cincischia. Rimedia un giallo, ma nel complesso non regala grosse garanzie ad Amorim: gioca sempre palla indietro, non prende mai iniziative, troppo conservativo. Poi però approfitta di un siluro di Jashari che Okoye respinge a malapena proprio sui piedi di Hutchinson, che timbra il raddoppio e il suo primo gol in rossonero. 6,5
MODRIC – Alla tenera età di 41 anni è ancora il più forte di tutti per distacco: il cioccolatino che spedisce sui piedi di Pulisic è troppo invitante e l’americano non lo spreca. Non precisissimo in disimpegno e, complice una probabile mancanza di comunicazione con i compagni, perde un paio di palloni al limite della propria area, ma quando può governare il match nella metà campo avversaria è uno spettacolo: andate a riguardare il filtrante visionario per Tomori nel finale di primo tempo, una delizia. 7,5
JASHARI – Perde un brutto pallone al 10’ e consente a Kamara di scaldare i guantoni a Maignan. Si riscatta con una diagonale in chiusura nel recupero del primo tempo, che salva il Milan da una capitolazione certa. A metà ripresa si erge a protagonista, scaraventando uno scaldabagno di sinistro che Okoye riesce solo a deviare sui piedi di Hutchinson, che segna. 6,5
BARTESAGHI – Schierato insolitamente da esterno alto, non è abituato e si vede quando Pulisic lo manda in porta al 12’ e Davide sparacchia malamente fuori. Il top però lo raggiunge al 40’, quando Tomori lo mette praticamente davanti alla porta vuota, ma si ostacola con Pulisic e, in un clamoroso due contro zero, i due riescono a salvare la porta di Okoye. E non è finita, perché proprio allo spirare del primo tempo Pulisic lo lancia nello spazio, ma viene anticipato al momento di concludere. Gioca probabilmente la sua miglior partita in rossonero: ogni volta che si affaccia nella metà campo avversaria crea scompigli nella difesa udinese ed è per questo che il Milan gioca tutto sbilanciato a sinistra. 7,5
PULISIC – Implacabile come un cobra quando gli arriva lo spiovente indirizzato da Modric: è gol del vantaggio rossonero dopo 6 minuti. Gioca tra le linee, in una posizione che scombussola i piani di gioco friulani e infatti, ogni volta che prende palla, crea scompensi nella difesa bianconera. Combina spesso e volentieri con Bartesaghi, anche se nel finale di primo tempo si ostacolano, rovinando un’azione che meritava solo di finire in rete. 8
RAMOS – La sensazione è che sia sempre un passo in ritardo rispetto agli inviti dei suoi compagni e alla marcatura degli avversari. Rimedia una gomitata in faccia da Palma, ma l’ineffabile Marcenaro fa finta di niente. Il suo obiettivo è segnare ed è anche sfortunato nella ripresa, quando Okoye si inventa la parata del millennio, deviando contro la traversa una sassata a botta sicura del portoghese. 5,5
dal 72’ MUSAH – Amorim lo getta nella mischia e lo piazza a destra sulla linea dei difensori. 6
dal 72’ LOFTUS-CHEEK – Spazzato via come un fuscello al suo primo contrasto, il solito paradosso per l’inglese, che fisicamente è un armadio ma non regge botta contro nessuno. Al minuto 89’ Pulisic lo manda letteralmente in porta, ma RLC non riesce a completare l’opera e a dare un senso al suo ingresso in campo. Non contento, riesce pure a farsi male ed esce 18 minuti dopo essere entrato. 5,5
dal 85’ CISSE – s.v.
dal 90’ COMOTTO – s.v.
dal 90’ CAMARDA – s.v.
AMORIM – La domanda che sorge spontanea guardando gli 11 titolari decisi da Amorim, al netto dei tanti indisponibili, è solo una: che idee ha in testa il tecnico portoghese? Un interrogativo che nasce anche dopo aver annotato i diecimila cambi di strategia, moduli, interpretazione, formazioni e sistemi di gioco squadernati nelle ultime settimane dall’ex United. Una cosa però è certa: quando il Milan inizia bene le partite, si riescono finalmente a intuire i dettami di gioco di mister Amorim e a Udine accade con il gol di Pulisic al 6’. Una scintilla che accende i rossoneri, capaci di sfoderare una gran partita vinta con pieno merito, anche nell’emergenza più totale. 7
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