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Analisi

Buongiorno milanisti e ben svegliati!

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Ciò che ai più arguti era chiaro sin dalla scorsa estate (ma in realtà sin dal giugno del 2023), ovvero l’assenza di ambizione della proprietà del Milan, ora si sta stagliando anche nella mente degli ottimisti, di quelli che fino a 10 giorni fa parlavano di scudetto, dei prudenti, di quelli che non si espongono mai, del “aspettiamo prima di giudicare“, oppure “lasciamoli lavorare“, o ancora meglio “tutti uniti per il bene del Milan“. Roba così smielata da far venire il diabete a chiunque, eppure presente nella stragrande maggioranza dei sostenitori rossoneri e, elemento ancor più grave, anche fra giornalisti ed opinionisti che oggi, al contrario, sembrano essersi ridestati come la bella addormentata nel bosco, con la differenza che lei, almeno, si era presa il bacio del principe azzurro e non gli schiaffoni di Atta ed Ekkellenkamp.

Dietrofront

E allora divertiamoci un po’ ad elencare lo stuolo di coloro che ci sono arrivati con più ritardo dei treni di linea di tutta Italia. Iniziano i redattori di MilanNews che, dopo aver riposto i calcoli scudetto in saccoccia, si sono accorti della mancanza di un progetto sportivo della proprietà: “Con RedBird zero identità e vittorie“, scrive Manuel Del Vecchio. Ben alzato, caffè? Ecco poi il decano Carlo Pellegatti che esce allo scoperto sul calciomercato invernale: “Anche a gennaio – scrive l’idolo di tutti voi – la società ha dimostrato di non avere ambizione“. Pellegatti, lo stesso che ad inizio febbraio ammetteva di aver cestinato un editoriale critico riguardo il mercato, dopo la roboante vittoria della squadra di Allegri a Bologna. Ecco i risultati, Carlè!

Analisi

Ma non finisce qui, perché pure dall’esterno, dopo aver incensato il Milan di inizio stagione al grido di “la società ha compreso gli errori dell’anno scorso“, arrivano le bordate, come quelle di Massimo Mauro che afferma: “Ma voi siete sicuri che alla proprietà rossonera interessi vincere?“. E poi Michele Criscitiello, patron di Sportitalia: “Al Milan c’è troppa confusione societaria“. Signori cari, egregi esperti e professionisti, ma voi dov’eravate finora? Ma quando Furlani parlava di quarto posto, quando Allegri non nominava lo scudetto manco fosse una bestemmia, quando l’intero ambiente milanista proteggeva la qualificazione alla Coppa Campioni come una mamma del regno animale fa coi suoi cuccioli, quando chi criticava la sciatteria societaria veniva definito scarafaggio, voi dove vi eravate rintanati? Oggi è tardi per salire sul carro dei normali.

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