Analisi
Ora il milanista medio piange
Se i tifosi del Milan non fossero accecati dal senso di appartenenza, quello sciocco sentimento che impedisce loro di analizzare i fatti con razionalità, avrebbero capito da un pezzo (dall’estate del 2024, da quando si preferì ingaggiare Fonseca anziché Conte) che questa società non ha alcuna ambizione sportiva e nessun interesse a vincere qualcosa, ad alzare trofei, ad aprire un ciclo vincente. L’unico reale obiettivo è il raggiungimento del quarto posto, utile ad incassare quattrini, per il resto meno si è ambiziosi e meglio è. Conniventi con il club sono i giornalisti che fanno apparire e scomparire comiche tabelle scudetto, nonché i tifosi che continuano ad affollare San Siro, a sperare nel nulla, ad insultare l’Inter, a parlare di Marotta League ed altre buffonate.
Illusioni
Non fa che illudersi il milanista medio: si illudono gli editorialisti che citano pomposamente libri, opere teatrali e film celebri per parlare di Fullkrug, Nkunku e Fofana, si illude la povera Curva Sud Milano che alla vigilia della trasferta di Napoli aveva invaso Milanello come nella scampagnata di Pasquetta, incitando la squadra manco fosse davvero in lotta per lo scudetto. “Eh ma se avessimo vinto a Napoli saremmo rimasti in corsa“. E giù altre illusioni, altri sogni, altra mediocrità. Il tifoso milanista non pretende più, si accontenta, si adagia sul nulla di questa insulsa società, fa spallucce davanti all’ennesimo scudetto di qualcun altro, spera che magicamente il prossimo anno qualcosa cambierà, oggi piange, domani se la squadra di Allegri batte l’Udinese tornerà a cantare, ballare e festeggiare tre punti dal sapore di niente.
Futuro
Il Milan non ha futuro con questa proprietà e questa dirigenza. Massimiliano Allegri ha accettato il ritorno a Milano la scorsa estate perché non aveva squadra e voleva rimettersi in pista, per l’alto stipendio e, soprattutto, perché fare meglio dell’anno scorso era una passeggiata e centrare il quarto posto, tutto sommato, non impossibile. Nessuno gli ha chiesto di vincere, nessuno ha preteso più della sufficienza stiracchiata dall’alunno Max. Chi sta meglio di lui? Brutto risveglio per i milanisti dopo la sconfitta di Napoli, per quelli che, come nei cartoni animati, continuavano a correre nonostante il burrone e stanno cadendo nel precipizio ora che hanno iniziato a guardare in basso. E pensare che questo era il club più titolato al mondo, accompagnato da una tifoseria che (primavera 1996) con il quarto scudetto in cinque anni solo da certificare, contestava l’eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori contro il Bologna. Bei tempi che non torneranno mai più, né loro e né quei tifosi.
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