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Analisi

Milan: ora spunta Fabregas. Vantaggi e rischi dello spagnolo

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Parlare dell’attuale stagione è disciplina inutile in casa milanista, del resto anche la dirigenza sta già pensando alla prossima e entro Pasqua (deogratias) Giorgio Furlani terminerà i casting ed annuncerà finalmente il nuovo direttore sportivo del Milan. Che sia Tare, Paratici o altri ancora, di sicuro arriverà un nuovo allenatore che proprio il ds avrà il compito di scegliere e, si spera, con totale carta bianca in mano e senza troppi diktat da parte della società, come avvenuto, al contrario, l’anno scorso quando le inutili imposizioni di Cardinale e soci hanno partorito i fenomeni portoghesi.

Nuovo candidato

E se fino a pochi giorni fa il favorito per la panchina rossonera sembrava essere Massimiliano Allegri (specie in caso di nomina di Paratici), ora spunta un altro nome per la guida tecnica milanista, ovvero Cesc Fabregas che tanti apprezzamenti sta riscontrando alla guida del Como. Lo spagnolo piace per età, ambizione e proposta di gioco, uno stile tattico offensivo e gradevole che potrebbe sedurre parecchio il tifo di San Siro. Le prestazioni del Como sono di notevole qualità e Fabregas ha il pregio non indifferente di valorizzare tanti giovani talenti, Diao e Nico Paz su tutti.

Controindicazioni

L’ex centrocampista di Arsenal e Barcellona piace a tanti, si capisce che siamo di fronte ad un possibile predestinato della panchina, ma attenzione ai differenti contesti. A Como sono esaltati anche dal solo fatto di essere nuovamente in serie A dopo oltre vent’anni, così come a Bologna erano eccitati per il ritorno in Europa con Thiago Motta, ora scacciato malamente dalla Juventus. E poi, occhio ad un altro aspetto: Sacchi fu difeso a spada tratta da Berlusconi, mentre il Milan odierno, in mancanza di ambizioni, getta in pasto gli allenatori come gli schiavi ai leoni nel Colosseo.

Rischi

Questo perché, ad esempio, il Como ci ha messo un po’ a carburare e ciò spiega come mai i lariani abbiano ad oggi gli stessi punti del Verona e non siano ancora certi della salvezza. Gli schemi dello spagnolo non sono semplici da assorbire, soprattutto all’inizio, e cosa accadrebbe allora se il Milan partisse a rilento e cominciassero le contestazioni? Servirebbe una società granitica che facesse scudo attorno al suo tecnico. Assumere Fabregas obbligherebbe il Milan a creargli attorno un’armatura che il club ad oggi non sembra saper fabbricare.

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