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Milan alla francese: in due stoppano un bel Como

Partita dai due volti, come spesso capita alla squadra di Allegri. Dopo un primo tempo insufficiente, chiuso in extremis con il pareggio di Nkunku su rigore, il Milan si scuote e ribalta gli uomini di Fabregas. Sugli scudi Maignan (almeno 4 interventi decisivi) e Rabiot (doppietta).

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MAIGNAN – A Firenze gli è stata condonata la leggerezza, ma il cross che Kempf incorna in rete è leggibilissimo e nella sua area di porta. Mike, quando arriva il momento di uscire? Prova a farsi perdonare con una gran parata su Nico Paz al 23’, ma soprattutto con una parata senza senso alla fine del primo tempo  a respingere una zuccata di Da Cunha a mezzo metro dalla porta e subito dopo su Douvikas. A inizio ripresa non cambia musica e Mike è costretto a sfoggiare un altro intervento gigantesco sul povero Nico Paz. 7,5 

TOMORI– Inizialmente emarginato sulla fascia destra, poi torna in posizione ma non esce immune e nel finale fa arrabbiare molto Allegri per una copertura troppo leggera in area di rigore che quasi consente a Maxi Perrone di pareggiare. 5,5

GABBIA – Guida la difesa con carisma ed energia, anche se lì dietro si balla parecchio, soprattutto di testa. 6

DE WINTER – Rischia poco lì dietro pur non avendo nè l’autorevolezza nè la fisicità di Pavlovic. Un paio di buone giocate difensive confermano la crescita dell’ex Genoa. 6

SAELEMAEKERS – Fa la giocata più interessante alla fine del primo tempo: ruba palla a Van der Brempt e poi indirizza un filtrante sui piedi di Rabiot che viene falciato in area. Ed è sempre il belga ad avviare l’azione che poi Leao rifinisce e Rabiot conclude per il raddoppio milanista. Quando entra Jesus Rodriguez la sua partita si fa più complicata, specie in fase difensiva,, ma Alexis tiene botta e alla fine esce tra gli applausi dei rossoneri. 7

FOFANA – Perde il controllo su Kempf che inbuca alla prima occasione. Ma non basta perchè subito dopo si dimentica colpevolmente di Da Cunha che solo davanti a Maignan trova il muro francese a stopparlo. Non è la prima volta che il francese si addormenta in copertura, cosa che per un centrocampista difensivo come lui non è più accettabile. A rendere ancor più imbarazzante la sua prestazione, un’altra scivolata goffa e ridicola al momento di tentare un’improbabile conclusione da 40 metri. Ma perchè? 4

MODRIC – L’uomo della luce prova a illuminare, ma anche il genietto croato sembra un po’ sulle gambe. E d’altronde non è che a un quarantenne si possa chiedere sempre di risolvere le grane rossonere. 6,5

RABIOT – La fotografia del Milan attuale pulò essere estrapolata dall’azione al 37’: Rabiot parte nella metà campo avversaria tutto solo spostato sulla destra, ma arrivato al limite dell’area non c’è nessun compagno raggiungibile e il francese è costretto a tornare indietro. Poi però è rapido a infilarsi in area e raccogliere l’invitante passaggio di Saelemaekers, prima di essere abbattuto in area per il penalty che rimette in corsa il Milan. Adrian però è ispirato e al 54’ raccoglie l’invito di Leao e spedisce il pallone in fondo al sacco. Ma la giornata da super eroe di Rabiot non è ancora finita e infatti il totem del centrocampo rossonero si inventa un sinistro velenoso che sorprende un Buthez non prontissimo. 8,5

BARTESAGHI – Si vede poco in fase di spinta, attento soprattutto a tenere a freno Vojvoda, senza nemmeno riuscirci granchè, che imperversa sulla fascia. Nella ripresa il Milan si assesta e ne beneficia anche Davide. 6

NKUNKU – Al Sinigaglia di Como va in scena il remake del film “L’uomo invisibile” e Nkunku è il protagonista indiscusso. Poi nel recupero del primo tempo Allegri pretende che sia Christo a battere il rigore assegnato al Milan e l’ex Chelsea realizza calciando uno dei penalty più brutti della storia. Spiace per l’ex Chelsea, ma la sua prestazione è altamente insufficiente. 5,5

LEAO – Evanescente a dir poco. Nel finale si presenta sul dischetto, convinto di dover trasformare la massima punizione per il Milan, ma Allegri lo frena preferendogli Nkunku. Rafa non si scompone e a inizio ripresa scodella un cioccolatino delizioso per Rabiot che porta avanti il Milan. Non è tantissimo, ma restiamo convinti che la qualità sia preferibile alla quantità e la giocata di Leao vale comunque un gol. 6,5

dal 61’ FULLKRUG – Ammirevole, quasi commovente il panzer tedesco. Entra malgrado un dito del piede fratturato e fa a sportellate con tutti, difendendo il pallone e facendo salire la squadra. Questo è l’esempio da portare in squadra. 6,5

dal 69’ RICCI – Entra a far legna, stoppare le iniziative comasche e provare a far ripartire la squadra. Decisemente meno timido rispetto alla versione sfocata visto qualche giorno fa a Firenze. 6

dal 69’ LOFTUS-CHEEK – Si vede poco, in linea con le sue ultime uscite in rossonero. Se riuscisse a prendere spunto dalle giocate del suo quasi omologo Rabiot, Allegri avrebbe risolto il problema della mediana rossonera. 5,5

dal 85’ ATHEKAMEs.v.

dal 85’ JASHARIs.v.

ALLEGRI – Presenta la sua squadra con un inedito 4-4-2 caratterizzato da linee molto strette, con l’obiettivo di sorprendere lo stratega Fabregas. L’unico risultato ottenuto è un gol subito al 9’ al primo pallone che spiove in area. La verità che la difesa a zona del Milan sui calci d’angolo fa acqua da tutte le parti, è un castello, ma senza fondamenta. A quel punto nuova variazione tattica e passaggio a un 4-3-3, ma al netto dei numeri e dei moduli ai rossoneri continua far difetto carattere e approccio giusto al match. E infatti il Como fa il bello e il cattivo tempo, andando vicino al raddoppio almeno 3 volte. Poi nel finale di primo tempo il rigore che mette in pari il match. Nella ripresa un altro paio di cambio modulo, prima un 5-3-2, poi addirittura un 5-4-1 dopo il vantaggio siglato da Rabiot. La vittoria finale è un premio forse eccessivo, vista la prestazione tutt’altro che indimenticabile del Milan, ma si resta in scia dell’Inter. E oggi è l’unica cosa che conta. 7

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