Analisi
Si alza il livello e il Milan torna a cuccia

Il 4-0 di sabato sera contro il Venezia aveva forse illuso qualche stolto, ma ci ha pensato il Liverpool a ricacciare indietro l’eccitazione degli ottimisti. Il Milan torna piccolo piccolo, la belva feroce torna gattino, tanto per citare le parole pre gara di Zlatan Ibrahimovic, rientrato in Italia dopo settimane di vacanze a divertirsi mentre la squadra di cui è boss (sempre parole sue) arrancava nei bassifondi della classifica di serie A. Il livello dei rossoneri è questo, basso, molto basso, specie quando quello della contesa si alza, quando cioè gli avversari si chiamano Salah e non Ellertsson.
Ritardo
Che l’Europa non sia più la casa del Milan lo sappiamo da oltre un decennio, quel DNA degli anni novanta e duemila è stato spazzato via, quello di oggi fa a malapena il solletico ai rivali. Del resto, la proprietà è poco ambiziosa, la dirigenza inesperta, l’allenatore inconsistente e i giocatori con la personalità di un pettirosso. Perfino il pubblico, che senza alcun motivo continua ad affollare San Siro, se n’è accorto contestando (per modo dire, dato che continua a spendere quattrini per ammirare questa robaccia) una squadra imbarazzante, dominata da un Liverpool quasi annoiato.
Futuro
Così come probabilmente annoiata sarà l’Inter che domenica sera andrà a vincere l’ennesimo derby (il settimo di fila), stracittadina ormai ridotta ad un simil Barcellona-Espanyol o Juventus-Torino. Il gol di Pulisic ha svegliato il Liverpool che, a quel punto, ha accelerato quel tanto che è bastato per rispedire nella tana un piccolo animaletto indifeso come il Milan del piccolo e indifeso Fonseca. Domenica sera si chiuderà definitivamente la stagione dei rossoneri ed un progetto nato male e da raddrizzare il prossimo giugno. L’idea (idea?) di Cardinale e soci è un fallimento su tutta la linea.
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